mercoledì 16 luglio 2014

Trieste, percorso feretri arciduca e consorte, vie attuali

venerdì 11 luglio 2014

Ponterosso diventa Porto Rose, Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia 2 luglio 1914

 


(Osservatore Triestino) "due magnifiche ghirlande offerte dalle rivendogliole di Piazza del Ponterosso" diventa "le rivenditrici e le fioraie del mercato di Porto Rose invieranno due ghirlande" (Gazzetta Uff.)


Trieste 2 luglio 1914. Carro funebre di Franz Ferdinand o di Sofia?


Questo soprastante è il primo dei due carri funebri ed è quello di Sofia Hohenberg.
 
Questo è quello dell'arciduca Francesco Ferdinando. 
Leggiamo infatti sull'Osservatore Triestino del 2 luglio 1914 che  "il carro funebre (...) con la bara della Duchessa avvolta in una bandiera e scortata da 10 sottufficiali di Marina" mentre il carro con la bara dell'arciduca ha una scorta composta da "12 sottufficiali della Marina e 12 dell'esercito". Una doppia scorta quindi per l'arciduca: marinai e militari.

La foto sottostante permette di situare i carri: quello di Sofia con la tenda è seguito da quello di Francesco Ferdinando con delle figure alate sui vetri.


Con l'immagine seguente possiamo visualizzare la doppia scorta della marina e dell'esercito situata a lato del secondo carro contenente il feretro dell'arciduca.




martedì 8 luglio 2014

Due spari. Una guerra mondiale....



Sulle note dell'Adagietto di Mahler........Morte a Trieste?

Despite their anti-Austrian sentiments? Really?


Sempre sui tabelloni del funerale dell'arciduca....

"E la stragrande maggioranza dei triestini aveva accolto quell'invito alla pietà" diventa "Despite their anti-Austrian sentiments the great majority of the Triestines had responded to this request for condolence and respect for the slain Imperial couple". In italiano come si dice?

Tuttavia l'Osservatore Triestino del primo luglio 1914 scrive:
"La cittadinanza ha cominciato fin da questa mattina ad addobbare a gramaglia edifici, case, negozi, così che la città presenterà una imponente manifestazione esteriore di lutto, corrispondente all'universale compianto. La popolazione ha voluto dimostrare l'intenso suo cordoglio e il vivo affetto che la lega alla Dinastia.
Oltre a tutti indistintamente gli edifizi pubblici, le sedi di tutte le società, i Consolati e le navi estere e nazionali ormeggiate in porto, gli edifizi privati sono pure loro massima parte addobbati a lutto e dalle finestre e dai poggiuoli pendono drappi e bandiere nere."

Trieste, Funérailles François Ferdinand et Sophie Hohenberg, 04/07/1914



Journal et feuille d'avis du Vallais, 04 juillet 1914, Sion
Le transport des corps et les funérailles
Trieste, 3. - Le transport des dépouilles mortelles de l'archiduc et de son épouse depuis le cuirassé « Viribus Unitis » jusqu'à terre et de là jusqu'à la gare des chemins de fer du sud, a pris le caractère d'une imposante manifestation de douleur et d'indignation, à laquelle ont participé toutes les classes de la population.
Sur la rive San-Carlo, on avait gardé libre un vaste emplacement au milieu duquel se dressaient deux catafalques drapés d'or et de noir. A gauche de ces catafalques, se tenaient les autorités militaires et navales et le corps des officiers avec l'amiral Haus à leur tête. A droite se trouvaient le gouverneur, M. de Hohenlohe, avec les autorités civiles. Sur les deux côtés de la rive San-Carlo se tenaient d'innombrables délégations d'associations amicales commerciales, industrielles, financières, de navigation. derrière le catafalque tout le clergé des autres religions représentées à Trieste, ayant à leur tête les évêques de Triste (sic) NN. SS. Pederzolli et Karlin. Derrière eux venait une compagnie d'honneur, fournie par la marine; toute la place était encadrée d'étudiants et d'élèves des écoles.
Peu après 7 heure et demie, les cercueils, enveloppés de l'étendard de guerre, ont été amenés du cuirassé sur un bateau plat drapé de noir remorqué par un aviso qui s'est mis en marche vers le rivage au milieu des salves d'artillerie tirées par les navires de guerre et des sonneries des cloches.
Des sous-officiers de marine débarquèrent à terre les deux cercueils, au milieu d'un profond silence et les mirent sur le catafalque. La compagnie d'honneur et les autres troupes présentèrent les armes ; de nouvelles salves furent tirées, puis l'évêque Karlin procéda à la bénédiction funèbre.
A 8 h., tandis que sonnaient les cloches, les cercueils ont été transportés à terre et mis sur les catafalques. Il fut procédé ensuite à la bénédiction des corps, qui furent placés sur deux voitures de gala. Le convoi funèbre était précédé de nombreuses voitures contenant des fleurs. Le public, tête découverte, formait une haie épaisse.
Les réverbères, voilés de crêpe, étaient allumes, ainsi que les devantures des magasins. Le cortège arriva à 9 h à la gare du sud, également voilée de noir. Les cercueils furent portés par des officier de marine dans un fourgon transformé en chapelle ardente.

lunedì 7 luglio 2014

Funerale o Corpus Domini? Il mistero del baldacchino sulle foto in piazza della Borsa

Scrive Il Piccolo: " A 100 anni di distanza, il sindaco Roberto Cosolini, insieme a Comunicarte, con la collaborazione di Claudio Ernè, Pierluigi Sabatti e con il contributo di Acegas Aps, ha voluto ricordare quell’avvenimento storico. Tre installazioni con fotografie dell’epoca di Mario Circovich, Francesco Penco e Carlo Wulz hanno fatto capolino in piazza Unità e piazza della Borsa, lungo il primo tratto del percorso che, in quella data del 1914, portò le due salme alla stazione della Ferrovia meridionale, da dove furono portate a Vienna. «Il nostro intento - ha spiegato Cosolini - è stato quello di proporre un programma di iniziative che fuoriuscisse dalla retorica, dal patriottismo e dagli episodi bellici, ma che raccontasse un periodo storico complesso, durante il quale i figli della medesima città si ritrovarono a combattere su fronti contrapposti». "

 Scrive Claudio Ernè: “Nella sequenza fotografica della cerimonia funebre di Franz Ferdinand il fotografo Francesco Penco si è soffermato con la sua macchina a lastre di grande formato anche su ciò che il 2 luglio 1914 è accaduto dietro le quinte dell'ufficialità e del rigido protocollo. Lo testimonia l'immagine in cui in piazza San Giacomo, non più esistente, gli ufficiali sono usciti dallo schieramento già composto e chiacchierano tra di loro mentre davanti al “Caffè Tergeste” attendono l'ordine di entrare in Corso. Si notano anche le insegne dell'”Antico stabilimento di Luigi Zannoni”, specializzato nella costruzione di pianoforti e armonium".

Osserviamo ora una immagine della piazzetta San Giacomo. Facendo il confronto con la posizione della colonna pubblicitaria nelle foto precedenti, possiamo dedurre quindi che la foto con il baldacchino sia stata scattata dal Corso e mostri dei militari, dei civili e dei membri del clero posizionati in Via di Riborgo.




Per situare ancora meglio la piazzetta San Giacomo ecco una piantina:


A questo punto sorge un dubbio: com'è possibile scattare una tale foto il giorno del funerale dell'arciduca Francesco Ferdinando?
In quel punto infatti, poco distante dalla svolta operata dal corteo funebre, dal Corso verso via Sant'Antonio, si trovano "due fittissime ale di popolo" che fin dalle 6 "si v(engono) formando sulle piazze e vie del percorso fissato (dal)le spalliere di soldati di marina, di guardie di sicurezza e di finanza, di gendarmi, di civici vigili e guardie municipali".
L'immagine seguente mostra il clero davanti ai carri funebri mentre imbocca la via Sant'Antonio. C'è la folla, c'è il cordone di marinai, ma ahimè, non c'è traccia del baldacchino.


Qui a seguito una foto dei militari in corteo, si può osservare a sinistra una parte della casa situata in piazzetta San Giacomo osservata tre immagini sopra. Si vedono, tra l'altro, l'importanza della folla nella piazzetta in questione e il cordone dei marinai con il caratteristico berretto.





Non sembra esserci nemmeno un posticino affinché gli ufficiali escano "dallo schieramento già composto e chiacchier(ino) tra di loro mentre davanti al “Caffè Tergeste” attendono l'ordine di entrare in Corso". Anche perché gli ufficiali sono già in Corso.
Un'ultima fotografia permette di visualizzare l'assenza del baldacchino in capo al corteo dei religiosi.

Potrei mostrare ancora un mucchio di fotografie e video per portare "la prova" che il baldacchino non c'entra nulla con il funerale di Francesco Ferdinando, ma ne ho già pubblicati anche troppi. Altri ovviamente sono disponibili in rete. La foto in oggetto all'inizio del post, proposta da Claudio Ernè, sembra quindi essere estranea al funerale dell'arciduca.

Quello che mi chiedo è come mai nessuno se n'è accorto prima? E come mai questa foto col baldacchino di un qualsiasi Corpus Domini si trova pubblicata col patrocinio del  Comune? Tra l'altro anche sui dépliant....http://documenti.comune.trieste.it/cultura/FranzFerdinad-depliant.pdf
Nessuno ha fatto ricerche?

Trieste, percorso funerale Franz Ferdinand, 2 luglio 1914

domenica 6 luglio 2014

Fotografie funerale arciduca(?), 2014




L'Osservatore Triestino, mercoledì primo luglio 1914, I funerali a Trieste.


L'Osservatore Triestino, mercoledì primo luglio 1914
I funerali a Trieste.
La nave « Viribus Unitis » recante le salme e scortata dalle navi « Lacroma » avente a bordo il comandante della Marina ammiraglio Haus, « Lussin » avente a bordo l'Ammiraglio di porto in Pola, « Teghetoff », « Franz Ferdinand », « Zrinyl », « Radetzky », « Admiral Spaun », tre destroyers e 6 torpediniere d'alto mare, partiva ieri alle 5.30 e arriverà qui stasera circa alle 7.
I funerali si faranno domattina alle 8 e il treno funebre partirà alle 10.5 dalla stazione della Ferrovia merdionale. Si sono prese a tal uopo le seguenti disposizioni:
Le bare verranno sbarcate alla riva dirimpetto al giardino di Piazza grande, davanti al quale sorgerà un “castrum doloris”. A destra si schiererà una compagnia d'onore di soldati di marina qui di stanza. Davanti al catafalco prenderanno posto il seguito militare, la Corte e il corpo degli ufficiali. A destra saranno i capi delle Autorità della Stato e gli altri impiegati, a sinistra il Consiglio comunale e la Camera di commercio e d'industria; tra la riva e gli ufficiali prenderanno posto le deputazioni delle società; gli accessi al giardino sono riservati alla scolaresca.
Le bare saranno collocate poco prima delle 8 sul catafalco e il vescovo monsignor Dr.Karlin, assistito da tutto il clero parrocchiale, benedirà le salme.
Le bare saranno poi collocate su due carri funebri di gala della locale Impresa Zimolo e il corteo si metterà in movimento passando per Piazza Grande, dove faranno servizio civici vigili e guardie municipali, Piazza della Borsa, Corso, Via Sant'Antonio, Via e Piazza della Caserma e Via Ghega, percorrendo lo stesso itinerario preso il 18 gennaio 1868 alle 9 ant. dal corteo funebre dell'estinto arciduca Ferdinando Massimiliano.
Apriranno il corteo le guardie di sicurezza a cavallo; seguiranno deu compagnie di fanteria, i carri di fiori, i portatori delle croci, il clero con il Vescovo e i due carri funebri di gala.
Seguiranno: il seguito militare e la Corte, i capi delle Autorità dello Stato, il corpo d'ufficiali, gli altri impiegati dello Stato, la Presidenza e i membri del Consiglio comunale e della Camera di commercio e industria, altre autorità autonome e corporazioni, e le deputazioni.
Chiuderanno il corteo due compagnie di fanteria e guardie a cavallo.
Lungo tutto il percorso faranno spalliera gli equipaggi liberi della Squadra, il resto della guarnigione, guardie di sicurezza e di finanza e gendarmi.
Davanti alla stazione sarà schierata una compagnia d'onore. Quivi monsignor Vescovo benederà nuovamente le salme e poi le bare verranno portate al treno funebre.
Lungo le rive e nei punti di possibile maggior calca saranno pronte ambulanze volanti.
Dalle 6.30 ant. in poi le vie percorse dal corteo saranno chiuse al movimento.
Ossequiente all'invito del Podestà, riprodotto nell'”Osservatore Triestino” di ieri, la cittadinanza ha cominciato fin da questa mattina ad addobbare a gramaglia edifici, case, negozi, così che la città presenterà una imponente manifestazione esteriore di lutto, corrispondente all'universale compianto.
La popolazione ha voluto dimostrare l'intenso suo cordoglio e il vivo affetto che la lega alla Dinastia.
Oltre a tutti indistintamente gli edifizi pubblici, le sedi di tutte le società, i Consolati e le navi estere e nazionali ormeggiate in porto, gli edifizi privati sono pure loro massima parte addobbati a lutto e dalle finestre e dai poggiuoli pendono drappi e bandiere nere.
Notevole è l'addobbo della Città vecchia e di San Giacomo, i nostri rioni popolari dove batte il cuore del popolo.
Quanto mai ricco è l'addobbo della tettoia della Ferrovia meridionale.
Domani tutti gl'istituti scolastici fanno vacanza.

L'Osservatore Triestino, giovedì 2 luglio 1914, funerali arciduca (trascrizione)


La morte di S.A.I. E R. l'arciduca Francesco Ferdinando e della consorte S.A. La duchessa di Hohenberg.
I funerali a Trieste.
Le salme in viaggio.
Al passaggio della squadre con la « Viribus unitis » recante le salme dell'Arciduca e della consorte all'esterno del porto di Spalato sonavano tutte le campane ed alla riva erano schierate le Autorità, il clero, la Giunta municipale e una folla di migliaia per rendere onore alle salme. Nell'ombra crepuscolare – erano le 8.15 – il funebre corteo produsse una impressione commovente.
Molti altri luoghi della Dalmazia siti lungo la costa fecero manifestazioni di lutto al passaggio della Squadra. A Zara sonarono le campane di tutte le chiese.
L'arrivo delle salme.
Iersera pochi minuti prima delle 7 arrivò in rada la nave da battaglia di S.M. “Viribus unitis”, recante a bordo le lagrimate salme dell'arciduca Francesco Ferdinando e della Duchessa consorte e con lo stendardo arciducale a mezz'asta sull'albero maestro. A brevi intervalli apparvero poi le altre navi della squadra di scorta, avanzanti con lentezza solenne, tutte con le loro bandiere e insegne di comando, di rango e di servizio a mezz'asta e quelle di prua e poppa anche abbrunate.
Era un tramonto meraviglioso che affaticava il mare tranquillo in mille vicende di colori. All'arrivo della squadra in lutto il sole rise di tra leggere nuvolette fiammanti quasi a salutare la potente giovinezza della nostra Marina da guerra, ma poi riprese il velo dei rosseggianti vapori e la tristezza del tramonto si aggiunse a quella che gravava sul mare, sulla città, sulla folla accalcata alla riva per assistere all'arrivo delle salme.
La “Viribus unitis” gettò le ancore presso la diga del vecchio punto franco e a poca distanza si ancorarono le navi del seguito.
Pochi minuti dopo dalla riva dirimpetto al giardino di Piazza Grande si staccò snella una barca a motore, sulla quale ritto in piedi, con il direttore di Polizia consigliere aulico Dr. Alfredo nobile de Manossi-Montesole, Sua Serenità il signor luogotenente principe Hohenlohe si recava a bordo della nave “Lacroma” a far visita al comandante della Marina ammiraglio Antonio Haus, portando seco due gigantesche corone.
Di là si recava a bordo della “Viribus Unitis” dove pregò davanti ai feretri.
Oggi nelle prime ore del giorno il cielo era coperto, ma poi le nubi si sono andate squarciando e una intonazione di azzurro e cenere ha dato l'impronta al cielo nel momento delle solennità funebri. Per le vie della città immersa in gramaglie s'è riversata una folla commossa e ansiosa di poter trovare, dovunque fosse, un posto per assistere allo sbarco delle salme o al passaggio del corteo.
Alle 6 si vien formando sulle piazze e vie del percorso fissato le spalliere di soldati di marina, di guardie di sicurezza e di finanza, di gendarmi, di civici vigili e guardie municipali. Continua intanto sempre più intenso il movimento di cittadini accorrenti , di vetture, di deputazioni. Verso le 7 passa, preceduta da una splendida corona, una numerosa schiera di addetti alla Società Triestina Tramway ed al Tramway comunale. Dietro le spalliere si assiepa su tre, su quattro e più file la moltitudine silenziosa e commossa.
Contemporaneamente vanno riunendosi alla riva dirimpetto al Giardino di Piazza Grande le Autorità militari e civili, le corporazioni autonome, gl'impiegati, le deputazioni, la scolaresca delle scuole medie e per chi guarda dal mare si dispongono sulla riva nel modo seguente:
Nel mezzo davanti al “castrum doloris” il seguito e la Corte degli Estinti:
a destra i generali e gli ammiragli;
a sinistra gl'impiegati dello Stato dalla V classe in su;
di fianco a destra il corpo degli ufficiali e le corporazioni;
di fianco a sinistra gli altri impiegati ed altre corporazioni;
a destra sulla linea del lato posteriore del catafalco è schierata una compagnia d'onore;
a sinistra del catafalco prendono posto il podestà avvocato Dr. Alfonso Valerio e il presidente della Camera di commercio e industria cavaliere Giovanni Scaramangà d'Altomont e dietro di loro si riuniscono il Consiglio comunale, rispettivamente la camera di commercio e industria.
Dietro il catafal(c)o nel mezzo è raccolto il clero cattolico.
A destra ed a sinistra prende posto il clero delle altre confessioni. Più indietro a destra del mare stanno i due carri funebri di gala a tiro sei; i cavalli del carro per la salma della Duchessa di Hohenberg sono bardati in argento e così i palafrenieri; quelli del carro per la salma dell'Arciduca sono riccamente bardati in oro; il carro dell'Arciduca è veramente lussuoso nella disposizione e ricchezza dei fregi ed ornati in oro e argento. A sinistra sul margine interno della riva sono schierati sette carri con le corone offerte in omaggio e tributo di compianto alla memoria degli Estinti.
Lungo il lato del Giardino davanti alla scolaresca delle scuole medie sono schierate le truppe di terra e di mare che chiuderanno il corteo, lungo il lato a mare del palazzo della Luogotenenza si allineano le due compagnie che saranno alla testa del corteo.
Più in là a destra un cordone di 50 gendarmi sbarra la riva e la strada; a sinistra, verso il Molo S. Carlo, la riva è sbarrata da 40 guardie di sicurezza.
Gl'imbocchi a mare della via fra il palazzo del Lloyd e il Giardino e fra questo e il palazzo della Luogotenenza sono guardati da drappelli di guardie di sicurezza a cavallo.
Davanti alla Luogotenenza è schierata in due gruppi di qua e di là dell'atrio la gioventù delle scuole e i salesiani.
Dalle 7 in poi giungono, portate a mano od in vetture, numerose corone. Oltre a quella grandiosa degli addetti al Tramway portata a mano, destano viva commozione due magnifiche ghirlande offerte dalle rivendogliole di Piazza del Ponterosso.
La Piazza Grande è gremita di popolo fin dalle 6 e vi fanno servizio d'ordine e d'onore civici vigili, guardie municipali, guardie di finanza e guardie di sicurezza. I fanali abbrunati vengono accesi e le scialbe luci contrastanti con le masse nere di veli e drappi rendono più solenne l'espressione del dolore cittadino.
Alle 7-45 tuonano le salve e le campane di tutte le chiese suonano a morto: è l'inizio dello sbarco delle salme dalla nave “Viribus unitis”. Le bare vengono calate in un'apposita peota, espressamente allestita, parata a lutto e sulla quale sorgono due catafalchi.
Il feretro della Duchessa è coperto di bandiera ed è scortato da 10 sottufficiali di marina, quello dell'Arciduca è coperto dalla bandier della Marina da guerra e scortato da 12 sottufficiali della Marina e da 12 dell'esercito.
Alle 7.55 ecco tonar nuove salve: la peota approda al suono delle campane; i feretri vengono portati in terra e collocati sul catafalco. Monsignor vescovo Dr. Andrea Karlin, assistito dal vescovo monsignor Dr. Pederzolli, dal preposito mitrato cavaliere Dr. Petronio, dal Capitolo e dal clero secolare e regolare, intona le preci dei defunti e benedice le salme.
Le bare vengono tolte dai catafalchi e collocate nei due carri di gala. Alle 8 il corteo si mette in moto passando dal palazzo della Luogotenenza. Eccone l'ordine: un drappello di guardie di sicurezza a cavallo, il brigadier maggior generale nobile de Hinke a cavallo, seguito dai suoi sottufficiali pure a cavallo; una compagnia del reggimento 97 fanteria e una del reggimento fanteria bosno-erzegovese N4, sette carri con le corone, dei quali i due primi, recanti pure corone di Trieste, sono scortati da due sottufficiali e soldati di marina e da guardie municipali in alta tenuta; un milite del reggimento 32 portante la croce abbrunata; tutto il clero cattolico della città preceduto da accoliti con aspersorio e turibolo, il preposito capitolare mitrato Dr. Petronio, il Vescovo in grandi paramenti di lutto; il carro funebre di gala nero-argento a cristalli, con la bara della Duchessa avvolta in una bandiera e scortata da 10 sottufficiali di Marina; il superbo carro nero-oro-argento recante il feretro dell'Arciduca, avvolto nella bandiera della Marina da guerra, con la scorta di 12 sottufficiali della Marina e 12 dell'esercito; il seguito dell'Arciduca e della Duchessa preceduto dal colonnello Dr. Bardolff, e il personale della Casa degli Estinti; Sua Serenità il signor luogotenente principe Hohenlohe, avente a destra il Podestà e a sinistra il Comandante della Marina, tutti gli ufficiali con il comandante del III corpo d'esercito Colerus de Geldern, il corpo consolare, gl'impiegati, le rappresentanze, le deputazioni di società, corporazioni, istituti del ceto commerciale, marittimo e industriale; una compagnia del reggimento 32 fanteria con bandiera, un distaccamento della Marina da guerra, i Veterani militari con bandiera, infine un drappello di guardie di sicurezza a cavallo.
Il corteo procede a passo lento, al rullo intermittente di tamburi abbrunati e al canto del “Miserere” sostenuto dal clero.
Sempre fra due fittissime ale di popolo a capo scoperto il corteo giunse alle 9-15 in Piazza della Stazione.
Le truppe vi formarono quadrato e per l'ingresso principale i due feretri furono portati da sottufficiali della Marina da guerra nell'atrio sontuosamente addobbato a gramaglia e nel quale ardevano fiaccole.
Di là proseguirono fin sotto la tettoia, seguiti dall Autorità e dalle rappresentanze. Quivi monsignor vescovo Dr. Karlin impartì di nuovo l'assoluzione alle salme.
I due feretri furono poi collocati in un carrozzone tramutato in camera ardente. I carri con le ghirlande proseguirono per la Via Flavio Gioia, dove le corone furono scaricate e collocate nel carrozzone funebre.
Il treno speciale è partito alle ore 10 in punto per Vienna.
La solennità si svolse da capo a fine senza il minimo incidente.
Il servizio di sicurezza era diretto personalmente dal direttore di Polizia consigliere aulico Dr. Alfredo nobile de Manossi-Montesole, coadiuvato dal commissario barone de Winkler, dal concepista Dr. Zwiezina e dal comandante del Corpo delle guardie di sicurezza, ispettore superiore Giuseppe Horaczek.
Le corone ammontavano a circa 200, 41 offerte a Trieste e circa 150 sbarcate dalla “Viribus unitis”. Le deputazioni oltrepassavano la sessantina e rappresentavano tutti i ceti della popolazione.
Le finestre e i poggioli erano gremiti di spettatori a capo scoperto e anche sui tetti del Tergesteo e di parecchi altri edifizi si videro cittadini assistere al passaggio del corteo del quale furono assunte molte fotografie.
In occasione dei funerali la Camera di commercio ha addobbato a gramaglie il piano nobile dell'edifico di Borsa, ha deposto ghirlande sui feretri ed ha tenuto chiusi gli uffici durante la solennità funebre.
Nelle aziende commerciali e industriali è rimasto sospeso il lavoro: i negozianti al dettaglio hanno tenuto chiusi gli esercizi fino alla una e mezzo.
Sospeso è stato pure nella mattina il servizio del Tramway.
La Direzione dell'Orfanotrofio S. Giuseppe ha inviato alla Cancelleria del Gabinetto il seguente dispaccio:
“Cancelleria del Gabinetto di Sua Maestà Imperiale e Reale Apostolica. La direzione dell'Orfanotrofio S. Giuseppe rassegna al soglio del trono l'espressione del suo profondo orrore per l'esecrando attentato di cui rimasero vittime il serenissimo Arciduca ereditario e la Duchessa Sua consorte, che saranno ricordati con vivo affetto nelle preghiere delle nostre cento orfanelle, e protesta la sua incrollabile devozione a Sua Maestà, l'amatissimo sovrano così duramente provato, ed alla Serenissima Casa Imperiale”.
La Consulta della Comunità Greco-Orientale, radunata ieri al meriggio a seduta straordinaria, espresse, a proposta del Presidente Dr. Alessandro G. Afenduli, a voti unanimi, i suoi sentimenti di cordoglio e di orrore per l'attentato di Sarajevo.

giovedì 3 luglio 2014

Trieste, funerale arciduca, video 2 luglio 1914

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mercoledì 2 luglio 2014

Trieste, Franz Ferdinand, funerale video 2 luglio 1914

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