martedì 1 luglio 2008

Trieste - mostra su Vucetic, l'inventore della dattiloscopia

Trieste, mostra su Vucetic, l'inventore della dattiloscopia

TRIESTE (1 luglio) - Nessun uomo è uguale agli altri, e l'impronta digitale è testimonianza dell'identità e della personalità di ciascuno: sta in questa massima l'eredità degli studi di Ivan-Juan Vucetic, studioso croato-argentino «inventore» della dattiloscopia, la scienza che identifica gli esseri umani in base alle impronte digitali. Mentre in Italia ci si divide sulla liceità o meno nel rilevare le impronte a immigrati e minorenni, a Trieste una mostra celebra i 150 anni dalla nascita dello scienziato, originario dell'isola di Hvar (Lesina), poi emigrato a La Plata e qui scopritore del metodo per l'individuazione univoca delle persone. Nel Salone degli Incanti del capoluogo giuliano, fino al 6 luglio prossimo, sarà possibile visitare l'allestimento itinerante, promosso dalla Federazione delle comunità croate in Italia e dalla Polizia di Stato In Argentina, Vucetic entrò in polizia e, sulla scia degli studi antropometrici di Lombroso, elaborò la teoria dell'unicità delle impronte delle dita attraverso una serie di classificazioni e contrassegni. Fu questo sistema che permise la soluzione, nel 1892, del «caso Rojas», in cui madre venne scoperta come l'autrice dell'uccisione dei suoi due bambini, delitto di cui era stato inizialmente incolpato il marito. È del 1904 il testo fondamentale «Dactiloscopia comparada» con cui la teoria di Vucetic si impose a livello mondiale per la classificazione e la schedatura investigativa. Ma l'attività di Vucetic spaziò fino alla filantropia, con la fondazione «Goccia di latte» per i bambini abbandonati, e alle scienze (fu Accademico di Francia). Morì nel 1925 a Dolores (Argentina) dopo aver dedicato l'ultima parte della vita a un «tour» mondiale che comprese la visita ai luoghi della sua infanzia. Oltre a una rassegna degli scritti e degli strumenti che Vucetic ideò per la classificazione delle impronte, nella mostra triestina sono in visione i più moderni sistemi informatici per l'identificazione utilizzati dalla Polizia scientifica italiana, con la possibilità di rilevare le proprie impronte digitali, a titolo di curiosità.

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2 commenti:

Miro(et Zora) ha detto...

putela, ti sa che quei di forum aTrst, ti copiano post?
anca nomi ti digo: sior AdelinaTS e comaretriestina.

ma ti ti son bona e ti lassi perder, je vero?

mytrieste ha detto...

no che no so.....Dio ghe perdona...