martedì 13 gennaio 2015

Trieste, Porto franco internazionale, la legge truffa italiana

Il Trattato di Pace ed il Memorandum di Londra sono tuttora in vigore, come conferma anche il Trattato italo-jugoslavo del 1975, che ha dichiarato inefficace il Memorandum soltanto nelle relazioni tra i due Stati, i quali non ne erano parti contraenti, e la Costituzione della Repubblica italiana vincola l’ordinamento giuridico dello Stato e l’attività legislativa al rispetto delle norme e degli obblighi del diritto internazionale.
L’unica modifica del Trattato di Pace è avvenuta secondo l’art. 30, n. 3 della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati, nel 1991-92 con il riconoscimento internazionale della sovranità slovena e croata su una zona accessoria (ex “zona B”) del Free Territory of Trieste. Il Free Territory of Trieste consiste perciò dal 1991-92 della sua sola parte principale (ex “zona A”) rimasta sotto amministrazione fiduciaria speciale del Governo italiano e formata dalla città di Trieste con il Porto Franco internazionale e cinque Comuni minori.
Il Porto Franco internazionale di Trieste non appartiene quindi al demanio dello Stato italiano ma a quello del Free Territory of Trieste, ed il Parlamento italiano non ne può disporre.

Both the Treaty of Peace and the Memorandum of Understanding of London are in force, as confirmed also by the Italian-Yugoslav treaty of 1975, as that has declared ineffective the Memorandum only in the bilateral relations between the two States, which were not Contracting Parties of that, while the Constitution of the Republic of Italy bounds the legal system of the State and its legislative actions to respect the norms and obligations established under international law.
The only modification of the Treaty of Peace took place in years 1991 – 1992, under Article 30, sub-paragraph 3 of the Convention of Vienna on the Law of Treaties, with the international recognition of the sovereignty of Slovenia and Croatia over an accessory zone of Free Territory of Trieste (former “zone B”). Consequently, since 1991-1992, the Free Territory of Trieste only consists in its main part (former “zone A”) as that has since long remained entrusted to the Italian Government and itconsists in the city of Trieste with the international Free Port and five smaller Municipalities.
Therefore, the international Free Port of Trieste is not part of the State Properties of the State of Italy, as it belongs to the Free Territory of Trieste, and the Italian Parliament cannot take decisions about it.
http://www.lavoceditrieste.net/2015/01/06/lo-scandalo-della-legge-truffa-italiana-che-viola-il-porto-franco-internazionale-di-trieste-e-i-diritti-di-tutti-gli-altri-stati/

domenica 7 dicembre 2014

venerdì 28 novembre 2014

san giusto, san michele al carnale, lodogno, anni venti








mercoledì 16 luglio 2014

Trieste, percorso feretri arciduca e consorte, vie attuali

venerdì 11 luglio 2014

Ponterosso diventa Porto Rose, Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia 2 luglio 1914

 


(Osservatore Triestino) "due magnifiche ghirlande offerte dalle rivendogliole di Piazza del Ponterosso" diventa "le rivenditrici e le fioraie del mercato di Porto Rose invieranno due ghirlande" (Gazzetta Uff.)


Trieste 2 luglio 1914. Carro funebre di Franz Ferdinand o di Sofia?


Questo soprastante è il primo dei due carri funebri ed è quello di Sofia Hohenberg.
 
Questo è quello dell'arciduca Francesco Ferdinando. 
Leggiamo infatti sull'Osservatore Triestino del 2 luglio 1914 che  "il carro funebre (...) con la bara della Duchessa avvolta in una bandiera e scortata da 10 sottufficiali di Marina" mentre il carro con la bara dell'arciduca ha una scorta composta da "12 sottufficiali della Marina e 12 dell'esercito". Una doppia scorta quindi per l'arciduca: marinai e militari.

La foto sottostante permette di situare i carri: quello di Sofia con la tenda è seguito da quello di Francesco Ferdinando con delle figure alate sui vetri.


Con l'immagine seguente possiamo visualizzare la doppia scorta della marina e dell'esercito situata a lato del secondo carro contenente il feretro dell'arciduca.




martedì 8 luglio 2014

Due spari. Una guerra mondiale....



Sulle note dell'Adagietto di Mahler........Morte a Trieste?

Despite their anti-Austrian sentiments? Really?


Sempre sui tabelloni del funerale dell'arciduca....

"E la stragrande maggioranza dei triestini aveva accolto quell'invito alla pietà" diventa "Despite their anti-Austrian sentiments the great majority of the Triestines had responded to this request for condolence and respect for the slain Imperial couple". In italiano come si dice?

Tuttavia l'Osservatore Triestino del primo luglio 1914 scrive:
"La cittadinanza ha cominciato fin da questa mattina ad addobbare a gramaglia edifici, case, negozi, così che la città presenterà una imponente manifestazione esteriore di lutto, corrispondente all'universale compianto. La popolazione ha voluto dimostrare l'intenso suo cordoglio e il vivo affetto che la lega alla Dinastia.
Oltre a tutti indistintamente gli edifizi pubblici, le sedi di tutte le società, i Consolati e le navi estere e nazionali ormeggiate in porto, gli edifizi privati sono pure loro massima parte addobbati a lutto e dalle finestre e dai poggiuoli pendono drappi e bandiere nere."

Trieste, Funérailles François Ferdinand et Sophie Hohenberg, 04/07/1914



Journal et feuille d'avis du Vallais, 04 juillet 1914, Sion
Le transport des corps et les funérailles
Trieste, 3. - Le transport des dépouilles mortelles de l'archiduc et de son épouse depuis le cuirassé « Viribus Unitis » jusqu'à terre et de là jusqu'à la gare des chemins de fer du sud, a pris le caractère d'une imposante manifestation de douleur et d'indignation, à laquelle ont participé toutes les classes de la population.
Sur la rive San-Carlo, on avait gardé libre un vaste emplacement au milieu duquel se dressaient deux catafalques drapés d'or et de noir. A gauche de ces catafalques, se tenaient les autorités militaires et navales et le corps des officiers avec l'amiral Haus à leur tête. A droite se trouvaient le gouverneur, M. de Hohenlohe, avec les autorités civiles. Sur les deux côtés de la rive San-Carlo se tenaient d'innombrables délégations d'associations amicales commerciales, industrielles, financières, de navigation. derrière le catafalque tout le clergé des autres religions représentées à Trieste, ayant à leur tête les évêques de Triste (sic) NN. SS. Pederzolli et Karlin. Derrière eux venait une compagnie d'honneur, fournie par la marine; toute la place était encadrée d'étudiants et d'élèves des écoles.
Peu après 7 heure et demie, les cercueils, enveloppés de l'étendard de guerre, ont été amenés du cuirassé sur un bateau plat drapé de noir remorqué par un aviso qui s'est mis en marche vers le rivage au milieu des salves d'artillerie tirées par les navires de guerre et des sonneries des cloches.
Des sous-officiers de marine débarquèrent à terre les deux cercueils, au milieu d'un profond silence et les mirent sur le catafalque. La compagnie d'honneur et les autres troupes présentèrent les armes ; de nouvelles salves furent tirées, puis l'évêque Karlin procéda à la bénédiction funèbre.
A 8 h., tandis que sonnaient les cloches, les cercueils ont été transportés à terre et mis sur les catafalques. Il fut procédé ensuite à la bénédiction des corps, qui furent placés sur deux voitures de gala. Le convoi funèbre était précédé de nombreuses voitures contenant des fleurs. Le public, tête découverte, formait une haie épaisse.
Les réverbères, voilés de crêpe, étaient allumes, ainsi que les devantures des magasins. Le cortège arriva à 9 h à la gare du sud, également voilée de noir. Les cercueils furent portés par des officier de marine dans un fourgon transformé en chapelle ardente.