mercoledì 22 luglio 2009
martedì 21 luglio 2009
trieste - san giusto al louvre
museo del louvre
"vierge à l'enfant assise"
antoine auguste ernest herbert (1817-1908)
source (base joconde)
09/1922
lucien roy
source
lunedì 20 luglio 2009
domenica 19 luglio 2009
lunedì 6 luglio 2009
trieste - posa prima pietra case esuli via baiamonti 1951
mercoledì 1 luglio 2009
trieste - gente di san spiridione
Gente di San Spiridione. I Serbi a Trieste 1751 – 1914
Presso il Castello di San Giusto, a Trieste, dal 17 luglio al 4 novembre 2009 è allestita la mostra Gente di San Spiridione. I Serbi a Trieste 1751 – 1914. Con questa esposizione il Comune di Trieste intende ripercorrere la storia della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, in occasione del 140° anniversario della consacrazione della Chiesa di San Spiridione e del 240° anniversario della prima messa celebrata in antico slavo ecclesiastico.
Attraverso diverse sezioni, una ricca documentazione dà risalto ai personaggi più rappresentativi che contribuirono alle fortune economiche di Trieste, attivi nel settore commerciale, marittimo, assicurativo e politico, nella beneficenza e nel collezionismo: le vicende biografiche, i volti, i palazzi, i velieri di famiglie e personaggi come i Gopcevich, i Popovich, gli Opuich o gli Skuljevich - solo per citarne alcuni - sono ricostruiti tramite ritratti, fotografie, progetti, libri, documenti d’archivio.
Ampio spazio viene dedicato alle vicende architettoniche della Chiesa di San Spiridione, a partire dall’originario edificio settecentesco sino ai restauri di oggi: gli acquerelli che testimoniano l’aspetto della Chiesa settecentesca, i progetti chiamati a concorso nel 1859 per la realizzazione della nuova Chiesa, la documentazione degli importanti lavori di restauro che hanno riguardato le facciate, i mosaici e la sostituzione del tetto della Chiesa di San Spiridione e che si concluderanno alla fine di quest’anno.
Accompagnano l’esposizione diversi manufatti liturgici: evangeliari ed oreficerie sette-ottocenteschi ed antiche e raffinate icone permettono di entrare virtualmente nella ritualità delle cerimonie religiose di confessione ortodossa.
Due sezioni, inoltre, sono dedicate alla biblioteca ed alla scuola della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, importanti istituzioni culturali che hanno perpetuato il patrimonio culturale serbo in città con le loro raccolte di preziosi documenti e antichi volumi.
Le opere esposte provengono prevalentemente dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, dalla Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste e dalla Chiesa di San Spiridione, ma per garantire la completezza del percorso espositivo ci si è avvalsi delle opere d’arte di proprietà della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di diverse istituzioni museali, tra cui il Civico Museo Revoltella ed il Museo Etnografico di Servola a Trieste, ed i Musei Provinciali di Gorizia, fornendo così anche l’occasione per ammirare opere inedite o raramente visibili.
L’esposizione, a cura di Lorenza Resciniti e Michela Messina, è promossa dal Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Serbiae e la Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale e a cura di Lorenza Resciniti, Michela Messina e Marisa Bianco Fiorin.
lunedì 29 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
lunedì 8 giugno 2009
trieste - a.a.i. amministrazione aiuti internazionali 1953
lunedì 1 giugno 2009
trieste - madonna dei fiori - cappella conti
LA CAPPELLA CONTI
Eretta tra il 1732 e il 1738 da Stefano Conti, sul fondo di Rena Vecchia, adiacente al suo palazzo, la cappella fu soppressa nel 1784 e demolita negli anni Trenta del Novecento.
Statue della Vergine Maria, di Gesù Bambino sul globo e di San Giuseppe
(inv. 3437-3439)


La Madonna dei fiori
Sotto il portico del palazzo dell'INAIL in via del Teatro Romano, semi nascosta e quasi abbandonate, c'è una piccolissima cappelletta della "Madonna dei Fiori". Si tratta di un busto cinquecentesco in marmo alabastrino rappresentante una Madonna con il bimbo tra le braccia, detta "dei Fiori" perché fu proprietà di un'oste di nome Fior il quale la trovò mentre stava scavando nell'orto di casa. Ripulita dalla terra, la mise bene in vista nel suo locale, vicino al campo di bocce.
Si racconta che un giorno un giocatore, preso dall'ira per aver mancato un punto, scagliò la sua boccia contro l'immagine sacra e colpì la madonna sulla fronte. Si dice che la fonte della Vergine sanguinò a lungo ed ancora oggi porta segni visibili dell'antico oltraggio. Si tentò di pulire colpo con ogni mezzo, ma senza riuscirvi. S'era pensato che il segno rimasto fosse dovuto ad un'alterazione chimica del marmo, ma tutte le sostanze detergenti passati sulla statua non hanno sortito alcun effetto.
Durante il periodo in cui il colera infuriava in città, nel 1849, la statua venne portata in processione dalla Confraternita dei Battuti. Poco dopo il terribile male cesso completamente e all'immagine sacra furono attribuite proprietà taumaturgiche. Per un certo periodo la sua destinazione fu la cappella di San Giovanni all'interno della chiesa di San Giusto.
Venne collocata dove si trova attualmente per volontà dell'arcivescovo Santin, che la volle più vicino possibile al sito dell'antica cappella Patrizia della famiglia Conti.
Iscrizione della cappella della Sacra Famiglia inv.**** Lastra ovale con ricca decorazione a volute d'acanto un tempo collocata nella cappella della Sacra Famiglia adiacente alla casa de Conti di via della Rena Vecchia. 1732
Iesu, Mariae, Iosepho ac toti Sacrae in coelis Familiae aedem hanc una cum adiacentibus 5 a Stephano de Comitibus funditus conditis ut de Comitibus familiam viventem protegat morientem recipiat 10 ipse met enixe posuit sicque pie dicavit.
A Gesù, Maria, Giuseppe e a tutta la Sacra Famiglia nei cieli, questa chiesa, insieme con le adiacenti, fu costruita dalle fondamenta da parte di Stefano de Conti affinché protegga la famiglia dei de Conti da viva e da morta la accolga. Egli stesso con ogni cura pose e così piamente dedicò.
madonna dei fiori
I.N.A.I.L.
Via del Teatro Romano, 18

